
«Costruiremo il ponte di Messina, così se uno ha un grande amore dall'altra parte dello Stretto, potrà andarci anche alle quattro di notte, senza aspettare i traghetti...» disse Berlusconi tempo fa, pensando che Mangano fosse ancora vivo.
Da sempre il premier ha basato il suo consenso sulle Grandi Opere. Realizzate tutte all’estero: il gasdotto in Russia, l’autostrada in Libia, i fondi neri in Svizzera. In realtà il Ponte è un'idea che risale agli anni 70'. Già Bettino Craxi fece la campagna elettorale del 92' promettendo il Ponte. Poi sappiamo tutti com'è andata a finire: l'unica infrastruttura che ci ha lasciato è stata Giuliano Ferrara.
Con il Ponte si cercano di migliorare i collegamenti al Sud. Ci sarà un treno che unirà le frane in Calabria con gli smottamenti in Sicilia. I proprietari dei traghetti sono già sul piede di guerra: "Non raccoglieremo gli annegati durante i deragliamenti". Una volta costruita la struttura verrà sottoposta a un mese di stress test. Dovrà rimanere integra dopo: forti scosse di vento, trasporto mezzi eccezionali e il passaggio di un magistrato con la scorta.
Il progetto però incontra forti perplessità all'interno della maggioranza.
La Lega è fermamente contraria: "E' inutile costruire un Ponte. Ai barconi si puo' sparare dalle navi". Dubbi anche dal Ministro dell'ambiente Prestigiacomo: "Deturperebbe il tipico paesaggio delle trivelle nel Mediterraneo". Mentre i comunicati della P4 ribadiscono l'inutilità dell'opera: "Al momento non abbiamo banchieri da impiccare".
Ad oggi voci autorevoli dicono che il Ponte sullo Stretto non si farà: Sono falliti i tentativi di dialogo tra la mafia e la 'ndrangheta. Ma i costruttori sono piu’ ottimisti. Ieri il CDA del Ponte ha avviato l'esame del progetto definitivo: incassare la penale e fuggire all'estero.
(Pubblicato su "Mucchio Selvaggio" di Settembre 2011)
Nessun commento:
Posta un commento